Tempus regit actum.

Tempo addietro mi occupai di una questione politica e ambientale caldissima, in relazione al depuratore di Manduria e Sava, due paesi del tarantino che ne sono sprovvisti e dove la politica locale, in saldatura con alcuni esponenti regionali, trovò terreno fertile per coltivare la famigerata pianta del populismo.

La stampa locale mi attaccò con il pungente argomento secondo il quale dovevo farmi bellamente i fattacci miei. Questo era il mio post. Cercandole on line, potete trovare le intemerate a contrasto.

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Venti mesi

Venti mesi volano, nella Pubblica Amministrazione. Ti sembra di non aver fatto ancora nulla, ti giri, scopri di aver cambiato una città o, almeno, di avercela messa tutta per riuscirvi, innescando un processo di cambiamento vorticoso.

I primi venti mesi dell’Amministrazione Decaro in materia di cultura e turismo sono stati investiti verso tre direttrici: i contenitori e la visione, l’innovazione, il miglioramento amministrativo.

La nostra visione è contenuta nel programma del Sindaco e va definita come un’idea policentrica della città.

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Isis, Europa e Bari.

I tragici accadimenti di Bruxelles rappresentano l’occasione per fermarci a riflettere. Ovviamente è facile anche non riflettere e farsi prendere dalla paura e dalla pura indignazione, invocando misure illogiche o, peggio, contrarie a qualunque idea di civiltà.

Vorrei dare il mio piccolo contributo ringraziando per l’ospitalità un quotidiano che ha scelto di dedicarsi all’approfondimento piuttosto che all’inseguimento dell’ultima notizia.

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Il DDL cinema. Una buona legge, ma attenti al rumore di fondo…

Per i suoi automatismi, per il superamento della divisione tra cinema e tv con l’avvento dell’audiovisivo quale campo d’interesse legislativo, per la comprensione delle quattro filiere che lo compongono (produzione, distribuzione, esercizio, promozione e vendita internazionale), il DDL dimostra, ancora una volta, che Franceschini è un Ministro capace, politicamente solido, forte di un Direttore generale come Nicola Borrelli che – d’intesa con Salvo Nastasi che opera presso la Presidenza del Consiglio – ha saputo intelligentemente far tesoro del lavoro di ascolto avviato oltre due anni fa con gli Stati generali dell’audiovisivo.

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Il peso della cacca.

Tutti facciamo la cacca. In tutto il mondo, tutti i giorni (i più fortunati).
Tutti facciamo o vorremmo fare la doccia calda. In tutto il mondo, (quasi, sic!) tutti i giorni.
Tutti amiamo ascoltare musica riprodotta, vedere un film in santa pace a casa, asciugarci i capelli (chi ancora li ha).

Nessuno vuole i depuratori vicino casa.
Nessuno vuole un tubo che porti il gas dalla Russia a casa.
Nessuno vuole le centrali elettriche vicino casa.
Nessuno vuole che il progresso e lo sviluppo si manifestino in modo troppo esposto.

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Tra i primi in Italia.

Oggi è un bel giorno per Bari. Siamo tra i primi, in Italia, ad affidare con la concessione d’uso, la gestione di un bene culturale importante per la città.
Ecco perché.

La ripartizione Culture rende noto che questo pomeriggio, presso gli uffici in via Argiro 33, si è tenuta la seduta pubblica nel corso della quale si è data lettura dei punteggi attribuiti alle proposte di gestione/offerte tecniche e alla apertura dei plichi contenenti le offerte economiche in merito all’avviso per la “Concessione in uso e gestione della Sala Murat nell’ambito della realizzazione del Polo delle Arti Contemporanee di Bari, nonché per la selezione del progetto esecutivo di allestimento del Concept Store e del relativo piano di comunicazione”. Ai lavori della commissione, composta dalla presidente Paola Bibbò, dirigente della ripartizione Culture, da Piera Nardulli, dirigente della ripartizione Patrimonio, e dall’esperto in valorizzazione dei beni culturali e politiche di sviluppo locali Francesco Milella, hanno presenziato i rappresentanti di tutte le realtà partecipanti ammesse.

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La sala Murat di Bari. Privatizzazione o valorizzazione?

Alcuni giorni fa ho mandato in pubblicazione l’avviso di concessione d’uso della sala Murat di Bari.
Si tratta di un parallelepipedo di circa 600 mq, posto all’ingresso del borgo antico di Bari vecchia, interamente ricostruito negli anni ’90, sulla base dei vecchi progetti originari per un mercato dei fiori. Oggi è un luogo privo di qualsivoglia valore storico, sebbene negli ultimi vent’anni, grazie alla sua posizione, sia divenuto importantissimo contenitore di eventi di ogni genere. Affastellando cose buone a cose pessime, non consentendo all’Amministrazione di stabilire alcun discorso culturale, alcun percorso di crescita di un pubblico, alcuna attrattività turistica. E in più gravando sui bilanci comunali per le spese di gestione ordinaria e di manutenzione.

In estrema sintesi l’avviso di concessione d’uso del bene richiede all’aggiudicatario di impegnarsi da un minimo di 3 a un massimo di 12 anni, di versare al Comune un minimo di 5.000 euro annui dal terzo esercizio, di consentire al Comune di realizzare proprie iniziative per 60 giorni anche non consecutivi l’anno, di farsi carico di tutte le spese di gestione ordinaria, di garantire la manutenzione straordinaria, di allestire gestire e sviluppare il primo “Concept store creativo” della Regione Puglia, di realizzare mostre ed eventi d’intesa con il referente del Comune di Bari per le arti visive dott. Massimo Torrigiani.

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Bari, fior di balconi

Sono i residenti di via Venezia 23, strada del Carmine 30 e strada San Marco 39 i primi tre classificati al concorso “Bari, fior di balconi”, che si vedranno riconoscere premi in denaro rispettivamente dell’importo di 1500, 1000 e 500 euro. Al termine dei sopralluoghi effettuati nelle scorse settimane per valutare gli allestimenti e le decorazioni floreali proposte dai partecipanti (complessivamente 43), la commissione, presieduta da Paola Bibbò, direttore della ripartizione Culture, e composta da Giuseppe De Mastro, professore associato di Agronomia e coltivazioni erbacee dell’Università degli Studi di Bari ed Erminia Traversa, dirigente del settore Giardini del Comune di Bari, ha infatti approvato la graduatoria definitiva del concorso.

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Un anno vissuto appassionatamente.

Esattamente un anno fa, il neoeletto Sindaco di Bari Antonio Decaro, varava la sua Giunta, chiedendomi di farne parte.

Rinunciai allora alla direzione generale della Apulia Film Commission che avevo creato e conducevo da 7 anni e a svolgere il mio ruolo di Segretario generale dell’ANICA, la più importante associazione degli industriali del cinema e della televisione italiani.

Spesso mi sono e mi hanno chiesto, in questo anno, se avessi fatto bene a lasciare il mio mondo del cinema per dedicarmi ad una impresa difficilissima. Perdendo quasi la metà del mio salario e rovinandomi salute e vita privata.

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Combattere ad armi pari

Reed Hastings è certamente un manager capace. Portare da 0 a quasi tutto il mondo il cinema e le grandi serie via web con la sua Netflix è certamente un grande successo e la dimostrazione di un modello di business vincente.

Ma c’è un grosso ‘ma’, che gli economisti chiamano “level playing field”.

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